Sempre più spesso si parla di Proximity Marketing e di Advertising sviluppato mediante le nuove applicazioni quali, ad esempio, la tecnologia Bluetooth, legata al mondo della trasmissione di dati, senza fili, per i cellulari.
Incontriamo Stefano Cocconcelli, direttore commerciale e marketing di Playblue, prima società italiana ad aver creato e commercializzato un software dedicato, per analizzare il modo in cui il Marketing di Prossimità può integrarsi nella strategia di comunicazione aziendale.
Sono ancora molti gli interrogativi legati al Proximity Marketing. Può spiegarci in cosa consiste questa tecnica di marketing?


Il Marketing di Prossimità è una tecnica di trasmissione di informazioni che permette di divulgare messaggi in una determinata area e verso utenti specifici. Queste informazioni, di diverso formato (audio, video, ecc...), possono essere ricevute da coloro che si trovano in quel luogo, desiderano riceverle e sono in possesso della tecnologia bluetooth.
Pensiamo ad un venditore ambulante che si rivolge ad una casalinga che gira tra le bancarelle in un mercato alimentare. In questo caso il venditore non lo sa ma sta attuando una tecnica di mercato: il marketing di prossimità. Noi abbiamo applicato questa tecnica ai cellulari, ormai non solo più telefoni, inviando un’offerta mirata, relativa al momento e al luogo dove si trova in quel preciso istante il target prefissato.


Le aziende sono alla continua ricerca di strumenti per dare visibilità ai propri servizi e/o prodotti. Negli ultimi anni la scelta di molte aziende è stata quella di utilizzare il web come vetrina per presentare e promuovere la propria attività. Oggi l'advertising mediante il Bluetooth potrebbe essere una nuova risorsa per molte realtà aziendali, ma è impossibile negare chele potenzialità del Proximity Marketing sono ancora sottovalutate.
Quali sono i vantaggi che l'azienda può ottenere da una campagna realizzata mediante questa tecnica? Perchè scegliere di raggiungere il cliente attraverso la tecnologia Bluetooth?


Al momento c’è grande interesse verso questa nuova tecnica; il vantaggio più immediato è il bassissimo costo ad utente raggiunto. In futuro non credo ci possano essere dei vincoli alle possibili applicazioni di mercato. Ovunque ci siano utenti in movimento o fermi potremmo applicare questa tecnologia. Per esempio, se ci trovassimo in coda in automobile e un negozio con vetrina su strada ad alta viabilità utilizzasse il sistema con il Bluetooth, saremmo in grado di ricevere il messaggio.
Ricevuto il messaggio l’utente visualizza esclusivamente, individualmente e con il proprio campo visivo il messaggio. Ciò rende l’utente spettatore unico e attento al messaggio che ha ricevuto sul proprio cellulare, con l’opportunità di rivederlo nuovamente e ripetutamente. E proprio perché si parla di prossimità, andiamo a raggiungere il cliente esattamente dove vogliamo che osservi il messaggio.

Alcuni sono gli interrogativi che ruotano intorno al Marketing di Prossimità. Uno tra questi è legato alla privacy. Quali sono le sue idee in proposito?


Per prima cosa, l’utente è conscio di rendere il suo cellulare rintracciabile, poi appare sul display del suo cellulare un messaggio che rende visibile il nome del mittente e la richiesta di accettare o rifiutare il contenuto che si sta ricevendo. Nel caso di rifiuto, il sistema non interrogherà più il medesimo cellulare per ulteriori invii, la privacy è così salvaguardata.

Il concetto di Marketing di Prossimità può essere associato a quello di Marketing Virale. Può spiegarci la relazione esistente tra queste due strategie?

Penso sia molto importante la relazione tra le due strategie. L’ottimo esito di una campagna (promozione), secondo i nuovi canoni di comunicazione, prevede che se ne parli e che il messaggio si possa trasmettere in modo del tutto gratuito. Nessun’altra strategia di marketing ha una capacità di sviluppo comparabile, lo sforzo reale è solo in fase di start-up. Chi di noi non ha mai “girato”, almeno una volta, un’email di qualche “tantra della felicità” ad un amico? Adesso i contenuti viaggiano attraverso il cellulare, ed è estremamente facile inviarli utilizzando la funzione del Bluetooth.

Ci può raccontare una case history di un’applicazione utilizzata con il vostro dispositivo?

Durante la scorsa edizione di Pitti Uomo, a Firenze, una hostess attraversava tutti i padiglioni espositivi portando con sé il nostro sistema su un trolley con rotelle ed indossando una maglietta con una scritta che invitava a seguirla e ad accendere il Bluetooth. Era possibile quindi scaricare una serie di foto della nuova collezione dell’espositore, che oltre ad avere il proprio stand, utilizzava anche le corsie dei padiglioni “invadendo” spazi disponibili, addirittura e in modo lecito, davanti agli stand dei competitors.

Può fornirci una panoramica sulla diffusione di questa nuova tecnologia in Italia? Avete difficoltà a farla conoscere?

Certamente c’è ancora poca conoscenza della tecnologia Bluetooth tra i dirigenti che appartengono ad aziende che potrebbero essere i principali clienti di questa tecnica. Il Bluetooth è conosciuto principalmente nelle aziende che si compongono di un management particolarmente giovane e attento alle nuove tecnologie e tendenze. Ci stanno dando un importante aiuto, per quanto riguarda la conoscenza della tecnologia, le case automobilistiche che stanno dotando le nuove vetture del vivavoce Bluetooth. Chi acquista ora un‘automobile nuova si trova di serie la tecnologia e quindi tenderà ad acquisire informazioni, a conoscerla e ad usarla, un po’ come accadde per gli SMS sui telefonini; abbiamo avuto a disposizione un’applicazione completamente sconosciuta che in pochi anni è diventata per molti un’esigenza indispensabile.

Intervista a cura di Sara Caminati



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